Ti trovi qui:Home»Aree Tematiche»Comunicati»Suvignano, la gestione sarà pubblica

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.

Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Se vuoi proseguire accetta i cookie. Per saperne di piu'

Approvo
Giovedì, 25 Ottobre 2018 12:54

Suvignano, la gestione sarà pubblica

Il sindaco di Monteroni d'Arbia Gabriele Berni  commenta la firma avvenuta oggi nella sede della Regione Toscana che prevede il passaggio gestionale della tenuta confiscata alla mafia a Regione e Comuni. Presenti con il sindaco gli assessori regionali alla legalità e all'agricoltura Vittorio Bugli e Marco Remaschi e Fabiola Parenti (sindaco di Murlo)
 
"Abbiamo firmato un accordo che attendevamo da anni, lo attendeva tutta la comunità della val d'Arbia e tutti coloro che hanno a cuore la legalità e la lotta contro la mafia. Ricuciamo una ferita che si era aperta nel lontano 1983. Il comune di Monteroni d'Arbia in questi anni si è adoperato  per un rilancio di Suvignano in chiave di sostenibilità economica e sociale e finalmente enti locali e Regione assieme possono dare avvio al progetto tanto atteso, questo è stato possibile anche grazie al lavoro fatto per ottenere le introduzioni nel 2017 nel quadro normativo”.

Il sindaco di Monteroni d'Arbia Gabriele Berni commenta l'ultimo passaggio riguardo alla tenuta di Suvignano, azienda agricola confiscata alla mafia nel comune di Monteroni: quello dell'assegnazione del bene alla Regione Toscana con la progettualità in mano ai comuni, per poi ripartire con i progetti di sviluppo, rilanciando l'azienda grazie al contesto normativo e anche grazie alle scelte di carattere gestionale di chi ha condotto Suvignano in questi anni. 

"Per il nostro territorio credo che sia importante che sull'azienda si sviluppi un progetto di carattere imprenditoriale che sia in grado di sfruttare a pieno le potenzialità di questo importante bene al fine di generare nuove opportunità occupazionali e ricadute positive sul territorio. A fianco dell'attività agricola che deve garantire all'azienda la sua autonomia gestionale devono essere introdotti, attraverso il coinvolgimento della rete territoriale, progetti a forte valenza educativa e sociale al fine di costruirne uno spazio simbolo della lotta alla criminalità organizzata. Dobbiamo costruire un esempio concreto e vincente di come attraverso la legalità si possa fare meglio e  vincere la criminalità organizzata anche sul terreno della produzione di reddito e sviluppo territoriale. Il riutilizzo dei beni confiscati è il più importante strumento per sottrarre consenso alle organizzazioni criminali, riaffermare la legalità, creare opportunità di lavoro e sviluppo sociale".

 
Nella foto: gli assessori regionali Bugli e Remaschi con i sindaci Gabriele Berni e Fabiola Parenti

Condividi